
“1992: una nuova rinascita”, sulla scia della celebre pellicola di John Carpenter, avrebbe potuto intitolarsi così il film più riuscito della Spagna dei primi anni Novanta.
In quell’anno il popolo spagnolo poteva vantarsi di ospitare due grandi eventi internazionali: l’Expo Universale di Siviglia e le Olimpiadi di Barcellona, che rivoluzionarono enormemente il profilo urbano della città.
La designazione della capitale catalana a sede delle Olimpiadi ha dato vita ad una serie di iniziative che hanno trasformato il volto della città, l’hanno rinnovato e reso moderno, tanto che ancora oggi si avverte un senso di spinta verso il futuro, un’armonia al passo coi tempi.
Gli interventi infrastrutturali avevano lo scopo di riorganizzare il sistema ferroviario e regolare il traffico intenso, c’è stato anche un recupero di spazi lasciati in situazioni di abbandono, abbiamo già parlato del Porto Vecchio e di Barceloneta. Nuove strutture come il Villaggio Olimpico (racchiuso in un area di 5 km di raggio) e gli impianti sportivi sulla collina del Montjuic, vennero terminate a tempo di record.
La città deve ringraziare l’evento sportivo più importante al mondo per averla inserita in un progetto urbanistico e sociale che ha mantenuto viva ogni parte che la compone, ogni quartiere, piazza, strada è rinata in quell’anno. Lo sport fa miracoli.
A distanza di oltre dieci anni dagli interventi, non si può che rimanere stupefatti di fronte al lavoro di “rigenerazione” che è stato fatto in questa metropoli; ciò che più mi fa rabbia è pensare che in Italia progetti di quel tipo stenteranno ad arrivare.
E poi con quali risultati?
A.A.A. CERCASI OLIMPIADE DISPERATAMENTE !