
Ogni città che si rispetti dovrebbe ospitare uno zoo, o meglio un “giardino zoologico”, per fare i raffinati.
Non parlo da adoratore sfegatato delle specie animali (uomo incluso), ma da chi si incuriosisce facilmente di fronte alle stranezze del mondo e cerca di conoscere un po’ meglio il pianeta in cui vive.
Allo zoo è possibile rialacciare un rapporto particolare con la natura, basta ammirare la diversità delle specie viventi per apprezzare quel circo impazzito che è il pianeta Terra.
Un giardino zoologico non significa semplicemente esporre in fila gabbie di ferro o teche di vetro, non deve apparire una sfilata di animali costretti a vivere in cattività per la gioia del visitatore di turno.
Visitando lo zoo di Barcellona ho provato una sensazione diversa, era più simile a quella di un viaggio che di una semplice messa in mostra, e non è cosa da poco.
In questo caso il giardino zoologico si distingue dallo zoo, la cornice infatti è quella del Parc de la Ciutadella, un oasi verde che si estende per oltre 13 ettari ed ospita 7.500 animali di 400 specie diverse.
Una volta all’interno dello zoo (chiamiamolo così) è facile trovarsi stupefatti di fronte ad un ambiente curato nei minimi dettagli, dove gli animali vivono in un habitat ricreato alla perfezione (nei limiti del possibile, naturalmente).
Attrazione prinicpale del parco: i gorilla.
Se ne vedono di tutti i tipi, qualche anno fa era possibile ammirare l’unico esemplare di gorilla albino, Fiocco di Neve (nomignolo azzeccato), la star dello zoo ora passata “a miglior gabbia”.
Ero convinto che fosse ancora in vita, ma trovatomi di fronte ad un edificio dedicato alla sua memoria, pieno zeppo di foto e video che lo ricordavano, ho capito che Fiocco di Neve non c’era più.
Uno spettacolo magnifico è quello dei delfini; ogni giorno, alle 15, un gruppo di cinque delfini esegue delle acrobazie strabilianti nella piscina al centro dello zoo, appuntamento imperdibile per i visitatori di ogni età.
A parte la luttuosa assenza lo zoo non è stata una delusione, anzi, un’allegra scoperta di un bambino cresciuto con tanta voglia di incuriorirsi ancora.
Un’esperienza che consiglio a tutti…i coccodrilli comunque ci sono davvero e sono più di due..anche gli orangotango…
